BLUEBIRD

Una lezione sulla bellezza

2019

dalla fiaba drammatica L’oiseau bleu di Maurice Maeterlinck (1908)
e dal film muto The Blue Bird di Maurice Tourner (1918)
con gli studenti dell’ITCS Salvemini, del Liceo Da Vinci, dell’IIS Belluzzi Fioravanti

Laboratori attivi: doppiaggio cinematografico, drammaturgia, canto corale, composizione ed esecuzione musicale, marketing dello spettacolo.

manifesto della prova aperta, giugno 2019

Progetto di rete con le scuole superiori dell’area di Casalecchio di Reno e il teatro L. Betti.
Coordinamento + laboratori teatro, drammaturgia, canto: ITCS Salvemini.
laboratorio di composizione ed esecuzione musicale: Liceo scientifico Da Vinci
Documentazione: ISS Belluzzi-Fioravanti
Residenza presso il teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno
Laboratorio e spettacolo inseriti nella progetto GENERAZIONI A TEATRO

Con il contributo di MIUR – Piano delle Arti e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

manifesto del debutto, dicembre 2019

il bello di una fiaba
il bello di un film muto
il bello di un simposio di filosofia sincronizzato
il bello di star stretti tutti insieme
dentro il tempo
dentro il testo
il bello blu Modugno
nella lingua dei segni
il bello di una musica viva, nostra e originale
il bello dalla cima dei calanchi partigiani in verticale!
il bello di un coro di Natale
il bello di ballare
il bello de Gli uccelli di Battiato
il bello d’un ragazzo che fermava un carrarmato

il bello del 2019 è un uccellino blu
che ogni giorno di quest’anno
l ’abbiamo preso a cuore / in mano
ogni giorno accarezzato le sue piume
ogni giorno lavorando
l’abbiamo fatto bello
e poi donato al mondo
per fare bello il mondo:
per quelli che ci sono, che non ci sono più
per quelli che arrivano domani
e a loro noi diremo: siate buoni
senza retorica diremo siate buoni
o anche retoricamente, che ci importa:
siate buoni
che solo questo conta

Preambolo. Gli antichi univano in un unico pensiero (e comportamento) la bellezza, la bontà, la giustizia. Kalòs kai agathòs. La bellezza è la ricompensa per chi è buono, giusto – non può prescindere da questi valori spirituali.
Problema. So guardare? Dico, fuori da me. So riconoscere e distinguere ciò che ho di fronte? So riconoscerne il valore, la dignità, la bellezza? Ah, se lo sapessi fare! Spesso invece mi trovo in difficoltà di fronte al semplice compito di descrivere ciò che vivo, e così tutto appare sfocato, spuntato. Perché descrivere vuol dire riconoscere, estrarre – da un oggetto, una persona, un momento – parole “proprie”, cioè esatte, puntuali, personali, come rese sotto giuramento. Descrivere è fare proprio il mondo. Ma attenzione allora, le mie parole sono solo l’ombra di questa capacità, che non è intellettuale, è concreta, fisica: avvicinarmi, toccare, mordere, scavare, entrare e guardare dentro: comprendere, “prendere con me”. Io mi avvicino, soprattutto a ciò che meno mi somiglia. È solo così che sperimento il bello vero: e sono io che rendo bello e vero il mondo, avvicinandomi, parlandogli. So di cosa parlo, perchè l’ho sperimentato.
Esercizio. Bluebird è un esperimento di avvicinamento e descrizione: una sfida a comprendere qualcosa di molto lontano da noi, come può esserlo un film muto del 1918. Il bello non è solo nell’oggetto in sé (uno straordinario cinema delle origini, tratto da una fiaba scritta da Maurice Maeterlinck, premio Nobel 1911 per la letteratura), ma anche e soprattutto nell’impegno che abbiamo preso, di avvicinarci tutti insieme, di conquistare la descrizione corale, la comprensione profonda, il riconoscimento dell’umanità come speranza in una kalokagathìa.
Metodo. Sono mesi che, nel nostro tempo libero, guardiamo insieme il film muto Bluebird, fotogramma per fotogramma, e ne discutiamo: in questa osservazione che dura, che si misura alla ricerca di parole pure, il tempo libero si fa tempo prezioso, le cose di tutti i giorni si svelano straordinarie, la ricerca della bellezza procede anche ad occhi chiusi, troviamo la felicità nel saper vedere. Proprio come accade a Tyltyl e Mytyl, i due fratellini che in Bluebird attraversano tutti i mondi alla ricerca della felicità, e la scoprono infine in un piccolo spostamento del loro punto di vista sulla realtà.
Conclusione. Chiudiamo queste glosse con un breve estratto dal prologo affidato a 11 studenti disabili e dedicato alla dialettica tra Uomo, Natura e Bellezza. Da qui prende avvio lo spettacolo, che sta per cominciare. Avvicìnati, se vuoi vedere.

– La natura non può decidere se essere o non essere buona. / – Solo gli uomini possono decidere se essere o non essere buoni. – Ma la natura è sempre bella. Gli uomini non sempre. / – Se decidono di essere buoni, allora sono belli.

Dialogo sulla Natura

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