PARTY DEL CORPO vol. 3

meditazione cinematica per Ovidio, Le Metamorfosi,
studi di fattibilità per una web serie in 12 puntate di 10 minuti l’una.


12 sono i racconti // che noi raccontiamo da Ovidio
distesi con voci notturne // e corpi votati al martirio
distesi sull’ara / esposti allo sguardo / ambiguo dall’alto dei numi
distesi per dire // come animali // sacrificali
distesi d’estate così abbandonati a prendere il sole
distesi nell’intimità di un’oscurità condivisa
distesi col primo imbarazzo nel letto a toccarci ragazze ragazzi
distesi a unire i puntini e le storie di tutte le costellazioni
distesi a goderci ogni cosa / ogni cosa che vola / ogni cosa sospesa / ogni cosa che non è umana
distesi a mò di Ninetto e Totò burattini buttati via vivi
distesi dando alle nubi la forma di cose persone animali
distesi a parlare con l’immensità cercando risposta nei segni divini
distesi malati dai corpi pazienti
distesi neonati distesi morenti
distesi all’asilo per il riposino
distesi freddi sul freddo acciaio
distesi pensando a tutto poi niente
distesi sul globo come i continenti
distesi alla fine di ogni partita // comunque sia andata
distesi e liberi dalla fatica // di star sull’attenti tutta la vita
distesi già siamo caduti // e perciò non possiamo di nuovo cadere
distesi supini ascoltiamo il nostro respiro
distesi di fianco con dentro l’orecchio il cuore
distesi proni facciamo l’amore // con Gea facciamo l’amore // come a suo tempo Urano
distesi posiamo la testa sul grembo o la spalla di chi ci vuol bene
distesi non siamo dotati // di alcun talento eccezionale / oppure /
distesi siamo dei gran ballerini // ma non lo diamo a vedere
distesi si smonta la nostra superbia // e perciò siamo più belli
distesi su questa terra // non conficcati come coltelli
distesi cioè autorizzati // a essere un po’ squilibrati
distesi cioè autorizzati a essere nudi o poco vestiti
distesi più veri e vicini // distesi cioè più indifesi
distesi accoppiati su un fianco a cucchiaio socchiusi
distesi in amore a guardare quell’altro che dorme
distesi uniamo le mani e preghiamo il solito salmo
distesi a pezzetti su un pezzo di marmo
distesi impariamo a tacere o parlare con voce minuta distesi apriamo ai ricordi e piangiamo le cose perdute
distesi facciamo dei film e li proiettiamo lassù sul soffitto
distesi sentiamo più chiaro le viscere e l’ossa di cui siamo fatti
distesi dormiamo con niente da fare // a chi veglia lasciando il potere // il potere di farci di tutto
distesi solchiamo a piccole dosi // la soglia dei mondi di sopra e di sotto

distesi qui sotto un comune lenzuolo
_________________che è un velo da immergersi come se fosse
________________________________________________come se fosse la spuma del mare
________________________________________________________________da cui viene al mondo la dea dell’amore

distesi che uomo da humus proviene, Terra che è madre e dà frutti a chi la sa lavorare
distesi che humus richiama humilìtas, la dote di ciò che proviene dal basso
distesi non grida la gravità bensì sussurra a tutti i corpi “sei naturale”
distesi spesso si può superare i limiti che la fortuna dei corpi ci impone
distesi i celesti potranno vedere la Terra e noi insieme e la Terra che torna a parlare
distesi saremo gli intermediari di questo discorso tra Terra e le stelle
distesi sapremo com’è che davanti alla grandezza dell’universo
è grande virtù l’essere piccoli

i 12 miti scelti da Le Metamorfosi

Apollo e Dafne. Il cuore.
Narciso e Eco. Gli occhi
Icaro e dedalo. Le mani
Pigmalione. Le viscere, il respiro
Callisto. Il grembo
Diana e Atteone. La pelle, il sangue
Orfeo. Le orecchie
Ermafrodito. I sessi
Alcione e Ceice. La bocca
Polifemo. La malattia
Filemone e Bauci. I piedi, le ossa
Minerva. La testa, i pensieri

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