RADIO ALICE

2016

Da Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie di L. Carroll
Spettacolo vincitore del Festival Nazionale delle scuole – teatro dell’Argine, edizione 2017 –


Laboratori attivi: teatro sonoro, sperimentazione drammaturgica

RADIO ALICE, riduzione del racconto “Alice nel paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll, è un esperimento teatrale e pedagogico. Nei quattro mesi di preparazione i due gruppi di studenti coinvolti hanno lavorato, separatamente, sulle 13 scene in cui è stato ricostruito il racconto: 5 scene per ogni gruppo, una scena corale, un prologo e un epilogo. Sarà il palco stesso il luogo dell’incontro tra i due gruppi, per sperimentare una forma corale e imprevedibile di narrazione.
Gli incontri sono stati circa 40 (20 per ogni gruppo), e tutta l’attenzione è stata dedicata al consolidamento delle squadra e alla costruzione di un “mondo” curioso, meravigliato dalle parole, che sono domande, provocazioni, come accade alla protagonista del racconto di Carroll. Tutto rigorosamente senza un senso. Anarchica è Alice, anarchica sarà – come vuole la tradizione, anche quella bolognese – , la valanga sonora di RADIO ALICE.
Gli studenti sono stati costretti a rivedere le loro ambizioni teatrali – il personaggio, il protagonista, il travestimento – e diretti invece verso il rimescolamento costante dei ruoli, la scoperta della loro voce, a riconoscere la forza della parola pura, letteraria, sonora, musicale, immaginifica.
La ricchezza di RADIO ALICE è nella parola come invenzione di mondi. Ecco il perché della scelta di un allestimento povero, senza scene o costumi, quasi un radiodramma, in cui è la forza della coralità a prevalere, insieme all’invito, ora rivolto al pubblico, a chiudere gli occhi per vedere: lo spettacolo delle possibilità e degli imprevisti.

Problema: raccontare una storia e riuscire a vederla ad occhi chiusi, come quando si sogna.
Risorse umane: 25 studenti divisi in 2 squadre che si incontreranno solo in scena.
Altre risorse: budget: illimitato! ore di lavoro: infinite! scena: mazzi di rose e pezzi di carta, edibili.
Obbiettivi: essere liberi, usare bene le parole, lavorare/divertirsi, crescere come cittadini.
Say/See: se (dico)/ si (vede). La sfida è chiudere gli occhi e correre.
Le parole sono musica: descrivono il mondo a chi non vede, e servono sensi acuti e tanto fiato per inseguire il senso delle cose.
Questo è un happening: cioè nulla è deciso. Non è una gara a squadre ma un primo incontro e certezza di riuscita non ce n’è.
Un indizio: Lewis Carroll è il chitarrista. Forse.

1. PROLOGO (Io sono…) Estate, cicale, prato, mi annoio un po’ e mi sta venendo sonno.

2. NELLA TANA DEL CONIGLIO (È tardi, è tardi!) Un coniglio bianco corre trafelato, lo inseguo, svelta!

3. LA CADUTA (Il buio è così…tondo) Cado nella tana del coniglio, ma è uno strano modo di cadere: piano.

4. IL CENTRO DEL MONDO (È fatto di porte…) Il centro del mondo è tutto porte chiuse e, dietro, voci misteriose. La porta più bella è la più stretta. Come entrare?

5. REGOLE, MISURE, LAGO DI LACRIME (Legge n. 1) Mangio e m’ingrandisco! Bevo e mi rimpicciolisco. Comunque da quella porta non ci passo! Non mi resta che piangere.

6. GLI UCCELLI IN CONSIGLIO (Piange. Piogge.) È un mare di lacrime e splash! dal cielo giù tutti gli uccelli; nuotano con me. Ora, a riva, per non prendersi un malanno, ci s’asciuga correndo!

7. IL BRUCALIFFO (E tu chi sei?) Un bruco tabagista, seduto su un fungo, m’interroga in filosofia. Ma sono troppo piccola per rispondere. Mangio il fungo. Torno della mia misura!

8. IL GHIGNOGATTO (Perché i gatti san ghignare) Mi sono persa. Seduto su un ramo c’è un gattone che ride, e ogni tanto scompare. Io non so dove andare e lui mi confonde ancora di più coi suoi giochi di parole.

9. UN TE’ COI MATTI (Non c’è posto al nostro tavolo!) Un cappellaio e un leprotto bevono tè, eternamente lì, alle sei. Hanno spazio ma stan stretti, tempo ma non gli basta. Io in piedi, senza tè, né me, né risposte.

10. CORTEO E TORNEO CON LA REGINA (Che maleducati!) Nei giardini reali, rose rosse obbligatorie, e quando il re e la regina passano in corteo, tutti giù a offrire la testa al boia. È un regime. Per gioco, o forse no.

11. IL PROCESSO (E tu che ne sai del furto delle torte?) I Reali presiedono. Prove rilevanti e irrilevanti per un furto mai avvenuto. E chi non ammette d’essere colpevole, lo è certamente. Sono stata io?

12. SCROLLATA (Ma di chi è, voglio sapere, questo mondo) Ditemi subito il senso di questa storia, o me ne vado!

13. EPILOGO (Posso raccontarmi la mia avventura) L’importanza di dire sì.

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